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Si ritiene che tra il 1505 ed il 1506 Leonardo da Vinci, il genio per eccellenza di tutti i tempi, abbia dipinto il suo capolavoro, la Gioconda, considerata dai più importanti storici dell’arte e non solo il quadro più importante ed emblematico della storia.

Proprio in quegli anni però la sua ambizione lo porta a redigere studi sul volo e sui principi aerodinamici basandosi sul comportamento degli uccelli. Nasce così il Codice sul volo degli uccelli, noto come il quaderno di appunti più famoso del mondo. La datazione del manoscritto è confermata da una citazione dello stesso Leonardo al foglio 17v, pagina in cui annota di aver visto un uccello spiccare il volo: “..il cortone, uccello di rapina ch’io vidi andando a Fiesole sopra il loco del Barbiga, nel ‘5 adì 14 di marzo…”

Caratteristica e peculiarità è la non è una semplice raccolta eterogenea di appunti e idee, ma un metodico tentativo di analizzare e proporre nuove idee sull’argomento del volo. Leonardo coltivava infatti l’idea di un grande trattato sul volo diviso in quattro parti, ma non portò a termine l’opera. Descrive questo progetto con grande minuzia di particolari. Ne indica le dimensioni, i materiali da impiegare nella costruzione, la posizione del pilota, la collocazione del baricentro, fatto quest’ultimo indispensabile per la costruzione di qualsiasi “oggetto volante”.

Il prezioso codice è custodito dal 1893 presso la Biblioteca Reale di Torino e non è visibile al pubblico. Ha lasciato l’Italia solo tre volte negli ultimi 120 anni, ma prima di allora ha avuto viaggi avventurosi. Trafugato da Napoleone e portato in Francia, venne poi trasferito in Inghilterra, suddiviso in fogli separati e persino fatto arrivare in Siberia prima di tornare in Italia, dove è stato riassemblato.  Dall’ agosto 2013, una copia digitale del codice è anche su Marte, dove è stata trasportata su un chip a bordo della sonda Curiosity.

 

 

LinguaItaliano
AutoreLeonardo da Vinci
EditoreGiunti
Pagine90
Formato25 x 36

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